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Published on giugno 23rd, 2017 | by Alessandro Sisti

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Amazon si mangia Whole Foods a colazione

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Le cronache finanziarie della scorsa settimana hanno evidenziato una delle acquisizioni più importanti nella guerra tra i giganti digitali e i retailer tradizionali. Amazon ha acquisito Whole Foods per 13,7 miliardi di dollari in contanti.  Sono alcuni mesi che continuo a ripetere che le logiche competitive e le esternalità di rete lato domanda e offerta dei giganti digitali  sono paragonabili alla fisica delle stelle supermassicce della nostra galassia (100-250 volte la massa del nostro Sole). Le stelle con le masse maggiori conducono infatti delle reazioni di fusione nucleare a velocità elevatissime, che risultano tanto più alte quanto più è elevata la massa. Per quanto riguarda una stella sufficientemente massiccia, la pressione generata dalla fusione del combustibile nucleare controbilancia esattamente l’enorme forza di gravità. Oltre un certo limite di massa, quanto il combustibile nucleare si esaurisce, la stella collassa dilaniata dalla forza gravitazionale, diventando un buco nero con densità infinità, che ingoia tutto quello che entra nell’orizzonte degli eventi, il confine naturale (il raggio) oltrepassato il quale non è possibile tornare indietro. Il buco nero è una singolarità fisica, indeterminato: non è possibile conoscere lo stato prima di collassare e non si ha nessun lume su cosa può’ diventare.

Ebbene Amazon, per alimentare la sua continua crescita di massa (ricavi,utenti, valore di borsa) e le reazioni di fusione nucleare che controbilanciano  la forza di gravità evitandone il collasso, ha acquisito Whole Foods per 13,7 miliardi di dollari, con una operazione in contanti.  Per alcuni osservatori l’operazione non sembra essere coerente con l’esistente business model digitale. A mio avviso, come ho anche sottolineato in DIGITAL TRANSFORMATION WAR, stiamo invece assistendo ad una ibridazione dei business model, con i giganti dell’e-commerce che acquisicono infrastrutture brick and mortar per conquistare prossimità fisica con il consumatore finale, per digitalizzare la relazione con il cliente nel punto di vendita fisico e aumentare la mole di dati raccolti sul consumatore omnicanale. Negli ultimi anni i servizi di consegna di prodotti del grocery alimentare di Amazon Fresh sono cresciuti esponenzialmente negli Usa, con altri player in rincorsa del gigante di Seatlle: Instacart, Google Express, Kroger On-line. Tra questi forse Kroger Online è l’esperimento di maggior successo, con una crescita di oltre il 467% del traffico on-line rispetto allo scorso anno, e la più larga quota di shopper digitali. Amazon Fresh è infatti disponibile solo in alcune città americane (Seattle,  New York, Philadelphia, Baltimora, Boston, e in Sud California) e lo shopping on-line di grocery alimentare funziona, ma deve essere assistito da una infrastruttura fisica che riduca la distanza dall’utente-acquirente finale e la complessità del trasporto di prodotti freschi. Se in prima battuta quindi, l’acquisizione evidenzia esigenze logistico distributive tipiche del grocery, dall’altra è la continuazione dell’infinita battaglia tra Amazon e Walmart, ormai in corso da più di 15 anni. Secondo Sara Perez di TechCrunch “Amazon vuole diventare Walmart prima che Walmart diventi Amazon”. Sempre in Digital Transformation War: retailer tradizionali vs giganti dell’e-commerce stigmatizzavo l’acquisizione di Jet.com per 3,3 miiliardi da parte di Walmart, come una mossa per digitalizzare il business brick & mortar e difendersi dall’aggressione di Amazon.C’è da scommettere che le  tecnologie Just Walk Out  di Amazon Go (il negozio automatizzato di Seattle) troveranno una applicazione nei 460 punti vendita di Whole Foods. Infine, aspettatevi entro un paio di anni   un’altra acquisizione, in questo caso in un settore non collegato al retail e all’e-commerce puro. Bisogna trovare un mercato per l’intelligenza Artificiale di Amazon, Alexa, ora installata solo sullo shopping assistant Amazon Echo ed Echo Dot. Non mi stupirei se Amazon si comprasse un produttore di elettrodomestici (per diventare leader nella domotica) o una casa automobilistica (per vincere la battaglia della guida autonoma) o una banca (per diventare leader nei pagamenti on-line). Come detto, quando una stella super massiccia si trasforma in un buco nero, non sappiamo cosa potrà diventare: Big Data e Intelligenza Artificiale rappresentano infatti la singolarità tecnologica dei giganti digitali (come la singolarità fisica del buco nero),


About the Author

Alessandro Sisti è Google Certified Professional, esperto di pianificazione digitale automatizzata attraverso le piattaforme di Google Adwords e DoubleClick Ad Exchange. Internet Entrepeneur,Digital Strategist e Consulente, insegna nei master di specializzazione di Luiss Business School , Sole 24 Ore Formazione, Lumsa, Ied. Ha iniziato nel 1998 la sua carriera professionale in Ernst&Young Consultants, specializzandosi nella comunicazione digitale e nell’e-commerce. E’ stato Chief Operating Officer della Divisione Multimedia della concessionaria di pubblicità Sportnetwork (Gruppo Corriere dello Sport ) occupandosi della progettazione ,dello sviluppo e della comunicazione dei siti web, mobile, app di tutti i brand del gruppo editoriale (Corriere dello Sport, TuttoSport, Auto, Autosprint, Motosprint, Guerin Sportivo, AM)



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